il comunismo è un movimento reale
"Il comunismo ... non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi ... [è] il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente." (Marx-Engels, L'ideologia tedesca, 1845)
Cina e India rappresentano il 40% della popolazione mondiale e il 6% della produzione; Usa, Giappone, Ue rappresentano il 15% della popolazione e l'80% della produzione
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In America nel 2006 oltre 35 milioni di persone, pari a piu' di un americano su dieci, ha in qualche momento dell'anno sofferto la fame. I 35,5 milioni di americani alla fame rappresentano il 12,1 per cento del totale della popolazione. Nel 2005 gli americani alla fame erano stati 400 mila in meno rispetto al 2006.
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Un’amica iraniana ci ha inviato questi due testi d’analisi sulla situazione in Iran e sul modo in cui è percepita in Francia. (Alcune organizzazioni sindacali, tra le quali la CGT, indicono una manifestazione di sostegno ai lavoratori iraniani, venerdì)
Dieci anni fa, il 24 marzo 1999, i bombardamenti della Nato contro la Jugoslavia. Durarono per 78 giorni, in assoluta violazione della Carta dell'Onu. Fu un sanguinoso vulnus del diritto internazionale che aprì la stagione delle guerre «umanitarie» (Danilo Zolo)
I delusi dall'Occidente: erano meglio i Taleban - Di ritorno da Kabul
Il generale della polizia, il grosso commerciante, il professionista stimato... Invito a pranzo con la borghesia afghana che detesta gli «studenti», vota Karzai ma è disillusa. Corruzione persino nell'Onu, riciclaggio degli odiati mujaheddin, stragi di civili: così si abbandona un paese (Emanuele Giordana)
Il collasso del big di Detroit, specchio d'America. Da Durant a Wilson («ciò che è buono per la nazione è buono per la General Motors e viceversa»), dalla Oldsmobile di Castro alla Flint di Moore (Francesco Paternò)
Da un mese la Guadalupa è paralizzata da uno sciopero generale contro il carovita. Nella notte, un sindacalista è stato ucciso vicino a un posto di blocco eretto dai manifestanti. (Sarah Di Nella)
Viviamo tempi in cui il rapido succedersi di tragici eventi è accompagnato da una tempesta di contraddittorie valutazioni, che contribuiscono a creare un sentimento di apatia, se non di fastidio, anche nei proletari. Eppure, la storia che ci siamo lasciati alle spalle dovrebbe far riflettere. (Riceviamo e pubblichiamo)
La guerra di Gaza, come la stiamo conoscendo, coi suoi mille morti palestinesi, le poche perdite di Tzahal e il vasto consenso dell'opinione pubblica israeliana verso il suo esercito, non è cominciata lo scorso 27 dicembre, ma molto tempo prima, il 4 febbraio del 2007. (Gigi Riva da Tel Aviv)
Dallo sfruttamento selvaggio alla soluzione finale, passando per la Palestina e pensando a Origgio
Con l’abituale chiarezza di un’esposizione dai toni didattici, Michele Basso (Quale internazionalismo, testo allegato di seguito) affronta la questione dell’internazionalismo, che spesso dà adito a equivoci, a volte anche interessati. Con le due brevi citazioni iniziali, Michele Basso intende far marciare il suo ragionamento sulle solide gambe del materialismo storico. E, proseguendo su queste medesime gambe, rilevo un punto debole proprio in ciò che, implicitamente e forse sottotono, in realtà costituisce la premessa del ragionamento di Basso. (Dino Erba)
Il bilancio è di oltre 270 morti e 620 feriti
E' guerra, e secondo il presidente palestinese Abbas: «Questo massacro si poteva evitare». Nella striscia di Gaza domenica segna il secondo giorno di un conflitto che conta già un bilancio drammatico: secondo fonti ospedaliere sono oltre 270 le vittime e 620 feriti, tra cui molte donne e bambini, mentre Hamas parla di 400 morti e oltre 1000 feriti. All'alba nuovi massicci raid dell'aviazione israeliana mentre una salva di razzi, sparati da Gaza, è caduta in diversi centri del sud di Israele, come Ashkelon, Sderot, Gan Yavne e Ashdod. Non si ha notizia di vittime e neppure di danni.
Da quattro giorni la Grecia è in fiamme. Ad Atene, davanti al Parlamento, brucia anche l’albero di Natale...
Dopo l’uccisione da parte dei corpi antisommossa del quindicenne Andreas Grigoropoulos, Atene è stata scossa da imponenti manifestazioni che, nel giro di breve tempo, hanno investito le principali città: Salonicco, Patrasso, Ioannina, Corfù e Chania, nell’isola di Creta. (Riceviamo e pubblichiamo)
Detroit. Da paradiso dell'industria a inferno delle vittime delle ristrutturazioni, la metropoli arruginisce in una crisi infinita. E per sopravvivere si inventa l'«urban farming»: pomodori sotto i grattacieli (Alessandro Coppola)
Chi si occupa da anni di questioni internazionali, impara ad orientarsi in situazioni poco chiare, in cui bisogna lavorare su ipotesi che solo il futuro può confermare o smentire. Sappiamo che le dichiarazioni uffciali, abitualmente, nascondono ciò che capita davvero, e che spesso sono menzogne diffuse allo scopo di confondere e impedire la comprensione dei fenomeni reali. (José Garcia Botia)
«Il suo istinto fondamentale è il moderatismo, il bipartitismo, il centrismo». Parla il giornalista di «The Nation», Alexander Cockburn, che non trova nessuna ragione per votare a favore di Barack, ma solo motivi per votare contro McCain-Palin. Il candidato democratico è accusato di aver rinnegato le posizioni progressiste prese durante le primarie (Marco d'Eramo)
Il PC Cinese affronta lo tsunami finanziario e la rabbia contadina
Il Terzo Plenum del Pcc non annuncia l'attesa «riforma storica» della proprietà delle terre ma assicura che le campagne cambieranno e i redditi degli agricoltori raddoppieranno entro il 2020. Ma dopo 30 anni di riforme la situazione resta drammatica (Angela Pascucci)
«Non vinceremo questa guerra»: sono quattro parole esplosive come altrettante bombe quelle pronunciate dal generale Mark Carleton-Smith, il comandante del contingente britannico in Afghanistan. (Guido Santevecchi)
Il tatto di Hugo Chavez: fanculo yankee di merda. Dopo La Paz, anche Caracas caccia l'ambasciatore Usa (Pablo Stefanoni)
Alfonso Podlech Michaud, il Condor di Pinochet
L'incubo di cui sarà preda il Cile per 17 anni ebbe inizio all'alba dell'11 settembre 1973. I carri armati assaltarono il Palazzo della Moneda e il presidente socialista Salvador Allende si uccise con un colpo di fucile Parla la testimone Fresia Cesa, vedova di Omar Venturelli (Geraldina Colotti)
L'Africa grande perdente, lo spettro della crisi alimentare
Tutti contro tutti anche il giorno dopo il fallimento dei colloqui di Ginevra, che hanno messo la parola fine al Round negoziale del Wto iniziato nel 2001. Un fiasco annunciato e persino auspicato da chi pensa che ora si potrà finalmente cominciare a discutere di un commercio globale che vada a beneficio di tutti (Geraldina Colotti)
La Total ha annunciato che se ne va dall'Iran con la speranza di avere ricche concessioni per lo sfruttamento in Iraq. L'Eni non sembra intenzionata a seguire la scelta della multinazionale francese (che sarà sostituita da un gruppo russo) e - come ha dichiarato Paolo Scaroni - vuole allargare la sua presenza a Tehran, del quale l'Italia è il primo partner commerciale europeo. Ma di mezzo ci sono possibile sanzioni
(Roberto Tesi)
Esplosioni di rabbia della popolazione e repressione dei governi. Il boom petrolifero non ha avuto una ricaduta sociale e l'Algeria è sul punto di entrare nella zona «rischio fame». La crisi alimentare è aggravata dalla siccità e i paesi nordafricani sono al limite delle risorse (Giuliana Sgrena)
Fra rifugiati, veri e propri e sfollati, quasi 70 milioni di persone nel mondo sono intrappolate nei campi profughi o pronte a tentare la sorte con fughe disperate. E l'Europa dei diritti umani ne accoglie un misero 10%. (Junko Terao)
Un caso inedito: domani in un trapasso presumibilmente pacifico, il re Gyanendra dovrà lasciare il campo al leader maoista Prachanda, vincitore delle elezioni del 12 aprile (Geraldina Colotti)
La protesta contro il governo di Fuad Siniora si trasforma in guerriglia urbana. Sostenitori del governo e dell'opposizione si danno battaglia sulla Corniche: almeno 13 persone ferite. Bloccato per ore l'aeroporto internazionale. L'esercito interviene contro le barricate (Enzo Mangini)
Ha scelto un giorno con un palese significato simbolico, il primo maggio, Dia del Trabajo, Festa dei lavoratori anche in Bolivia. E ha effettuato l'annuncio: «La compagnia telefonica boliviana Entel sarà nazionalizzata». Il presidente Evo Morales, tre giorni prima del referendum separatistico della ricca provincia di Santa Cruz de la Sierra, ha dichiarato che gli assetti azionari saranno modificati: Entel, principale azienda di telecomunicazioni del Paese e società partecipata al 50% più un'azione da Telecom Italia tramite la Eti (Euro Telecom International), sarà nazionalizzata. La polizia ha già occupato il quartier generale del gruppo. (Roberto Da Rin)
In Venezuela, l'Assemblea nazionale dà il via libera alla nazionalizzazione di Sidor
Un ordine del giorno dell'Assemblea nazionale venezuelana (il Parlamento), votato a larghissima maggioranza, ha dichiarato di «utilità pubblica» la Sidor, la compagnia Siderurgica de Orinoco, che si trova a 800 chilometri da Caracas, nello stato meridionale di Bolivar. (Geraldina Colotti)
I milionari di Wall Street hanno passato mesi in lutto per le perdite derivanti da investimenti sopravvalutati in modo ridicolo. Eppure questi personaggi simili a cheerleaders del libero mercato rimangono beatamente ignari delle dimensioni della crisi a cui dovranno far fronte le vere vittime dello sbocciante declino globale che hanno entusiasticamente attivato. (Sharon Smith*)
«L'Afghanistan come spazio vuoto», analisi di una moderna guerra coloniale. Questo testo è tratto dal libro «Afganistan como un espacio vacio. El Perfecto Estado neocolonial del siglo XXI», pubblicato dalla casa editrice spagnola Foca alla fine del 2007. L'autore, Marc W. Herold, è docente di Economia all'Università del New Hampshire, autore nel dicembre del 2001 del primo dossier sulle vittime civili afghane dei bombardamenti statunitensi.
Emergenza cibo
La protesta contro il carovita ha raggiunto anche la Tunisia. Dopo Haiti, Camerun, Costa d'Avorio, Egitto, Senegal e Marocco, anche nello stato nordafricano ci sono stati scontri, in occasione di manifestazioni. (Anna Maria Merlo)
I governanti di tutto il mondo lo sanno: il prezzo del pane (o del riso) può scatenare rivolte e perfino far cadere regimi. E dai tempi di Maria Antonietta hanno imparato che se il popolo ha fame è meglio intervenire. (Marina Forti)
Passando attraverso il principio di autodeterminazione delle nazioni (d.e.)
Conflittualità operaia? Contestazione studentesca?Sovversione sociale? Lo tsunami del 1968
1 apertura
2 0 i l m o n d o
2 1 0 asia
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2 1 2 2 libano
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