Alla fine del XIX secolo la Russia contava 129mln di abitanti, di cui circa 100mln di contadini, e 1,5 mln di operai nel 1900 (3mln nel 1912).
Nel 1894 per loro iniziativa viene costituita l’Unione dei socialdemocratici russi all’estero. All’inizio il gruppo di “Emancipazione” dirigeva l’Unione e ne controllava le pubblicazioni. In seguito prevalsero in seno all’Unione elementi opportunisti (i c.d. “giovani”). Nel novembre del 1898, al I Congresso dell’Unione, ci fu una prima scissione, in cui la maggioranza (i cd. “giovani”) aderisce all’”economismo”[1]. Il gruppo dell’Emancipazione si rifiutò di curare la pubblicazione del loro giornale Raboceie Dielo (La causa operaia), redatto da S.Martynov, V.P.Akimov e Kricevskij. La rottura definitiva avvenne nell’aprile del 1900, al II Congresso, in cui il gruppo Emancipazione e i suoi fautori abbandonarono il congresso e crearono l’organizzazione rivoluzionaria russa “Il socialdemocratico” (che al II Congresso del Posdr fu sciolta).
(1894-1898: periodo dell’infanzia e adolescenza del partito, ormai costituito sulla base di un movimento operaio di massa. Sorgono i primi circoli socialdemocratici. Il primo di essi fu fondato a Pietroburgo, dallo studente bulgaro Blagoev[2], assieme a Gerasimov e Charitonov)
Intanto, in molte città russe i piccoli circoli clandestini davano vita ad “Unioni socialdemocratiche di lotta”, del tipo di quella di Lenin a Pietroburgo, e preparavano in segreto, purtroppo non effettivo, un congresso per fondersi in partito nazionale unitario. Nel 1895 era già sorto in Polonia il Posd, e nel 1897 i socialisti ebrei della Russia bianca, Polonia e Lituania fondavano il Bund.
Nel biennio 1895-96 ci furono grandi scioperi operai a Pietroburgo, appoggiati dai socialdemocratici locali dell’”Unione di lotta per l’Emancipazione della Classe Operaia”, gruppo costituitosi attorno a Lenin, il quale viene arrestato nel dicembre 1895 e restaa in carcere per tutto il 1896. Questo fatto attirò sui socialisti russi locali l’attenzione e la fama nazionale e internazionale. Lenin scriveva in carcere i volantini e gli opuscoli operai, che venivano prelevati e diffusi all’esterno dalla sorella Anna. Dal 1897 al 1900, Lenin fu deportato in Siberia. Nel 1895 erano sorte Unioni simili anche a Ivanovo-Voznesenk e a Mosca.
1898
(13-15 marzo[3]), I congresso, a Minsk, del Partito operaio socialdemocratico russo - Posdr (costitutivo). I partecipanti erano 9, di cui 6 rappresentanti dei comitati locali di Mosca, Pietroburgo, Kiev ed Ekaterinoslav, due del gruppo della Rabociaia Gazeta (Giornale operaio) e 3 del Bund promotore, oltre al padron di casa, il ferroviere Rumjantsev. Certi gruppi - come il giovane gruppo pietroburghese, i gruppi di Odessa e Nikolaev e l’Unione dei socialdemocratici all’estero - non vennero invitati per motivi di sicurezza. Il Manifesto approvato dal congresso era stato redatto da Struve, assente. Assenti anche Plechanov e Axelrod (in Svizzera), Lenin e Martov (deportati in Siberia). Fu approvata anche una risoluzione sul diritto delle nazioni all’autodecisione, in conformità alla decisione del Congresso di Londra della II Internazionale (1896). Fu eletto un Comitato centrale di 3 compagni. Prima che fosse passato un mese, cinque dei nove partecipanti venivano arrestati, incluso un membro del C.C., assieme a molti altri dirigenti nel resto della Russia. Come organo centrale era stata scelta la Raboceie Gazeta di Kiev, ma, dati gli arresti, essa non potè uscire.
Dal 1898 fino al 1917 non si sarebbero più tenuti congressi del partito sul suolo russo. Da questo momento in poi, prevalse l’idea di creare un organo centrale all’estero. Gli “economisti” candidarono il proprio giornale Raboceie Dielo. Ma la maggior parte dei socialdemocratici russi non fu d’accordo. Nello stesso periodo, i populisti si riorganizzano, attivando un processo che porterà nel 1902 alla formazione del Partito socialista rivoluzionario, con una struttura molto libera e in netta contrapposizione ai socialdemocratici.
1899 - 1900
(Lenin è deportato in Siberia, ove porta a termine per la stampa il testo “Lo sviluppo del capitalismo in Russia”.)
(settembre 1899) Riunione dei “17” in Siberia, a Ermakovskoie, sotto la guida di Lenin, che stilano la “Protesta dei socialisti russi” contro il “Credo” degli “economicisti”.
(marzo-aprile 1900) Lenin (terminata la deportazione e tornato in Russia) fonda, assieme a Potresov e Martov, l’Iskra, primo giornale marxista illegale a diffusione nazionale. Il progetto di dichiarazione sull’uscita del primo numero dell’Iskra (settimanale) fu elaborato da Lenin che ne diede lettura alla riunione di Pskov, spalleggiato da Martov, Potresov, Stepan e Radcenko, al cospetto dei “marxisti legali” Struve e Tugan-Baranovski.
Il progetto fu poi modificato da Lenin, tornato all’estero, dopo una riunione, tenutasi nell’agosto 1900, coi membri del gruppo Emancipazione del Lavoro Plechanov, Axelrod, Vera Zasulic. La dichiarazione fu pubblicata nella prima 15na d’ottobre col titolo “Iskra. Partito operaio socialdemocratico di Russia. La redazione”. Mentre il progetto iniziale esponeva i programmi dei due organi di stampa, giornale e rivista, la dichiarazione pubblicata dall’Iskra parlava solo del giornale, il cui primo numero uscirà in dicembre. Si era deciso infatti di trattare a parte i compiti della rivista teorica Zarià [Aurora] nel suo primo numero, che uscirà in aprile nel 1901 (in tutto ne usciranno 4 numeri, tra il 1901 e l 1902).
1901
(febbraio) A Kiev, la polizia zarista smantella l’organizzazione dell’Iskra e ne arresta i dirigenti (Baumann, Krokhmal, Basovski, Radcenko, Litvinov, Piatnitski).
(4-9 ottobre) Lenin fonda a Zurigo la “Lega estera della socialdemocrazia rivoluzionaria russa”, come sezione estera dell’organizzazione dell’Iskra, assieme alla redazione della Zarià e al Socialdemocratico.
(Nel corso dell’anno, nelle principali città russe, si susseguono grandi dimostrazioni anti-zariste, soprattutto studentesche.)
Tra l’autunno 1901 e il febbraio 1902, Lenin lavora al “Che fare?” Nel frattempo Struve e i “marxisti legali” rompono definitivamente con Lenin e Plechanov unendosi prima coi liberali, poi coi cadetti, esponenti del “partito costituzionale democratico” che sorgerà nel 1905.
1902
(5-10 aprile) A Bielostok, Conferenza dei rappresentanti dei comitati del Posdr, promossa dal Bund e dagli “economisti”. Lo scopo era di preparare il prossimo congresso. Viene eletto il primo Comitato di organizzazione, i cui membri, tranne uno, furono arrestati. Il nuovo comitato fu costituito alla riunione successiva che si tenne a Pskov in novembre.
(Divampano rivolte contadine nelle campagne e, nelle città, scioperi spontanei di operai che rivendicano le 9 ore di lavoro, il riposo festivo e l’assistenza a vecchi e invalidi. L’orario legale, era stato fissato, in seguito ai violenti scioperi del 1895-97 a Pietroburgo, a 11 ore e mezza, con riposo settimanale e festivo, con la legge 14 giugno 1897. Prima arrivava anche a 14-15 ore, senza la domenica di riposo.)
L’Iskra pubblica un “Progetto di programma”. Una prima bozza del programma la scrisse Lenin nel 1895-96, mentre era in carcere. Nel 1899, in Siberia, rielaborò il progetto, lo inviò al gruppo dell’Emancizione del lavoro e ricevette le osservazioni di Plechanov. Fu quest’ultimo che, nel 1901, scrisse il testo su cui si basò la discussione in vista del II Congresso del partito. Dopo ulteriori osservazioni di Lenin, si passò alla stesura definitiva.
In novembre a Pskov si forma il nuovo “comitato di organizzazione” per la preparazione del congresso. Ne fecero parte i rappresentanti dell’Unione di lotta di Pietroburgo, l’Iskra, il gruppo “Juzni raboci” (L’operaio del sud, fondato nel 1899 a Ekaterinoslav), dela Federazione del Nord, e i compagni Krasnukha, I.I.Radcenko, Krasikov, Lenghnik e Krgigianovski. In seguito partecipò anche il Bund. Svolse le funzioni di vero e proprio comitato centrale.
1903
(30 luglio-23 agosto), II congresso, Bruxelles e Londra (le prime 13 sedute a Bruxelles, poi 24 a Londra). Prima frattura tra “bolscevichi” (Lenin, Plechanov) e “menscevichi”, all’interno del gruppo degli iskristi. Delegati 43 con voto deliberativo (di cui 35 con un voto e 8 di due voti), in rappresentanza di 25 organizzazioni socialdemocratiche (con 2 voti ciascuna, mentre il Bund ne aveva 5), oltre a 14 delegati di altre organizzazioni, con diritto di parola ma non di voto. Gli iskristi ufficialmente erano 16, di cui 9 vicini a Lenin e 7 a Martov, ma in realtà i simpatizzanti iskristi erano più di 30. Viene approvato, dopo lunga e dura battaglia, lo Statuto. La mozione Lenin prevede di considerare membri del partito coloro che “partecipino personalmente ad una delle sue organizzazioni”; mentre per la mozione Martov basta che essi “collaborino regolarmente e personalmente sotto la direzione di una delle organizzazioni”. La mozione Lenin raccoglie 22 voti, quella Martov 28 (inclusi 5 del Bund e 2 “economisti”) ed è adottata (Plechanov votò per Lenin, Trotski per Martov). Viene, successivamente, respinta la pretesa del Bund di “essere l’unico rappresentante del proletariato ebraico”: i suoi delegati se ne vanno per protesta. Si riconobbe, inoltre, una sola organizzazione estera del partito, la Lega della Socialdemocrazia Rivoluzionaria, legata all’Iskra: Martinov e Akimov (“economisti”) dell’Unione dei Socialdemocratici Russi all’Estero, se ne vanno anch’essi. I 28 favorevoli a Martov (i “molli”) si riducono, così, a 21 (minoranza, in russo menscevichi), per cui i seguaci della mozione “dura” di Lenin diventano maggioranza (restando 22), cioè in russo bolscevichi. La direzione del partito, data la situazione di clandestinità, viene divisa in due: il Comitato centrale (3 membri) in Russia e l’organo centrale (la Redazione dell’Iskra) all’estero. Come organo di collegamento tra i due fu creato un Consiglio, composto da due membri del CC, due della Redazione e il Presidente (il Congresso elesse Plechanov). Per la prima volta nella storia dei partiti socialdemocratici, il Psodr adotta un programma nel quale figura la parola d’ordine della “dittatura del proletariato”: esso rimase inalterato fino al 1919. La redazione dell’Iskra, su proposta di Lenin, viene ridotta a 3 membri (Plechanov, Lenin, Martov), ma Martov non ci stà. Infine, i socialdemocratici polacchi si staccano dal Posdr, non accettando la risoluzione a favore dell’autodecisione nazionale.
(26 al 31 ottobre) A Ginevra, si tenne il II congresso della Lega estera della socialdemocrazia rivoluzionaria, con la partecipazione di 15 sostenitori della maggioranza iskrista e 18 menscevichi. Plechanov passa ai menscevichi: dal n.52 l’Iskra diviene il loro organo. Lenin si dimette dalla redazione; ma, in novembre, entra per cooptazione nel C.C.
1904
(28-30 gennaio) A Ginevra, Consiglio del Posdr, con la partecipazione di Lenin, F.V. Lenghnik, Plechanov, Axelrod e Martov. Si cerca, invano, un accordo tra bolscevichi e menscevichi.
(Tra febbraio e maggio) Lenin scrive “Un passo avanti e due indietro”, in risposta a “Lo stato d’assedio” di Martov, appoggiato da Trotski nel “Rapporto della delegazione siberiana”, chiarendo i termini della scissione tra bolscevichi e menscevichi
(13-18 giugno) A Ginevra, Consiglio del Posdr, con Lenin, Plechanov, Noskov, Axelrod, Martov. Lenin viene messo in minoranza e paralizzato.
Alla “conferenza di agosto” Lenin, uscito dal C.C. organizza un centro direttivo dei gruppi bolscevichi, l’ “Ufficio dei comitati della maggioranza” (composto da 22 compagni), che dal 4/1 al 18/5/1905 pubblica a Ginevra, sotto la direzione di Lenin, il settimanale illegale Vpered! [Avanti!], che ha come redattori Lenin, Olminski, Orlosvski e poi Lunaciarski. Il Centro convince il CC a fissare il Congresso di partito.
(In novembre, sull’onda delle prime sconfitte russe nella guerra col Giappone, la borghesia organizza un congresso nazionale dei rappresentanti degli Zemstvo, organismi di autogoverno locali, rivendicando libertà civili e un’assemblea popolare con poteri legislativi.)
1905
E’ l’anno della prima rivoluzione russa, iniziata con l’eccidio del 9 gennaio (vecchio calendario, per noi il 22) davanti il Palazzo d’Inverno. Seguiranno manifestazioni, tumulti e ammutinamenti (tra cui è rimasto storico quello, nel Mar Nero, della corazzata Potemkin) che durano per tutta la primavera fino all’estate, e raggiungono il culmine con un’ondata di scioperi in ottobre. Sorgono, anche se durano poco, i primi Soviet, in quasi tutti i centri industriali. I socialdemocratici tutti, inclusi i bolscevichi, sono colti impreparati e non hanno presa sugli avvenimenti, tranne che in dicembre (in occasione dello sciopero di massa e dell’insurrezione di Mosca). La reazione ha la meglio, i soviet sono disciolti, gli organizzatori arrestati e la rivoluzione ripiega su se stessa.
(25 aprile-10 maggio) III Congresso, a Londra. Con la partecipazione di 38 delegati, di cui 24 con voto deliberativo e 14 con voto consultivo, rappresentanti circa 8.000 bolscevichi (i menscevichi si riuniscono a parte, in una conferenza, a Ginevra[4]). Furono approvate risoluzioni sulla insurrezione armata, sul governo provvisorio rivoluzionario, sull’atteggiamento verso i contadini, sulla tattica verso i liberali e le organizzazioni nazionali socialdemocratiche ecc. Al congresso non sono presenti operai ma solo rappresentanti dei comitati locali. Lenin viene contrastato da un gruppo di militanti (che denominerà komitetciki, in quanto espressione dello spirito di comitato), il cui maggior esponente è Alessiev Rykov, che lo mettono per due volte in minoranza (imponendo la limitazione dei poteri del Consiglio estero e rigettando la sua proposta di fissare la proporzione di 4 operai per ogni borghese nei comitati di partito). Nel nuovo CC vengono eletti: Lenin, Krasin, Bogdanov e Rykov. Con una risoluzione riservata il Congresso incarica il CC di lavorare per la riunificazione coi menscevichi. Viene modificato lo statuto nel senso della mozione di Lenin al II Congresso. Il Congresso dichiara che l’Iskra non era più l’organo del Posdr. Il Vpered, inoltre, sarebbe stato sostituito dal nuovo giornale panrusso “Proletarij” (successivamente fu varato anche il giornale legale “Novaja Zizn”, cioè Vita nuova, che arrivò a tirare 50.000 copie).
(25-30 dicembre) A Tammerfors (Finlandia), la Prima conferenza del Posdr, con rappresentanti bolscevichi di 26 organizzazioni socialdemocratiche, tra i quali Stalin che s’incontra per la prima volta con Lenin, rientrato in Russia da Ginevra grazie all’amnistia in novembre), si esprime a favore della riunificazione coi menscevichi (anch’essi, separatamente, si esprimono in tal senso).
1906
(23 aprile- 8 maggio) IV congresso, a Stoccolma (c.d. congresso di unificazione). Delegati 112 con voto deliberativo (Trotski assente perché in carcere, assente anche Martov), in rappresentanza di 57 organizzazioni locali del Posdr, e di 22 delegati con voto consultivo (in rappresentanza di più di 100.000 iscritti). L’elezione dei delegati era avvenuta da parte della massa dei militanti e non da parte dei comitati di partito, per cui la maggioranza fu costituita da menscevichi (62 in rappresentanza di 18.000 iscritti) e da centristi. I bolscevichi (46 per 13.000 iscritti) vengono messi in minoranza sulla questione dell’autonomia sindacale nei confronti del partito (propugnata dai menscevichi), e su quella della “municipalizzazione” delle terre espropriande (invece della “nazionalizzazione” richiesta dai bolscevichi). Viene riammesso il Bund quale organizzazione indipendente, contro il parere dei bolscevichi. Si decise, infine, di rovesciare la tattica del boicottaggio delle elezioni della Duma[5] (parlamento) in partecipazione diretta alle stesse. Nel nuovo C.C. vengono eletti 7 menscevichi e 3 soli bolscevichi (Krasin, Rykov, Desnitsky-Stroev). La redazione centrale sarebbe rimasta all’estero e autonoma dal C.C., con membri tutti menscevichi (Martov, Martynov, Potresov, P.I.Dan, Maslov). I bolscevichi perdono ogni controllo sul partito, e trasformano il “centro” in C.C. segreto, quale strumento della loro lotta di frazione.
(16-20 novembre) A Tammerfors, Seconda conferenza del Posdr, con 32 delegati con voto deliberativo: 11 menscevichi, 7 bundisti, 6 bolscevichi, 5 rappresentanti di Polonia (rientrati nel frattempo nel Posdr) e Lituania, 3 lettoni. I membri del CC e dell’organo centrale presero parte alla conferenza con voto consultivo. Il tema all’o.d.g. era: modalità i partecipazione alle elezioni della nuova Duma. I menscevichi erano favorevoli ad un’alleanza coi cadetti, mentre i bolscevichi, con l’appoggio dei polacchi e di alcuni lettoni, volevano una coalizione di sinistra contro i cadetti. Prevalse la prima mozione, ma i bolscevichi imposero che i comitati locali fossero lasciati liberi di scegliere, a seconda delle circostanze.
Nello stesso periodo e sempre a Tammerfors, si tiene anche il Congresso dei “gruppi di combattimento” bolscevichi (i “boieviki”), diretti da Krasin.
1907
(13 maggio-1 giugno) V congresso, a Londra. Con 336 delegati, in rappresentanza di oltre 147.000 iscritti al partito. I bolscevichi (105) superavano numericamente i menscevichi (97), ma l’equilibrio fu mantenuto dai gruppi minori: bund (57), polacchi[6] (44), lettoni (29), con Trotski (presente per la prima volta dal 1903) che preferì restare “al di fuori dei gruppi”. Nel complesso prevalsero i bolscevichi. La politica di alleanza coi cadetti viene condannata, e approvata al suo posto la collaborazione elettorale coi trudoviki [partito contadino del lavoro] e i socialisti rivoluzionari[7]. Sulla questione sindacale prevalse la tesi leninista della “cinghia di trasmissione”. I bolscevichi perdettero (sotto il peso di 170 voti, 35 contrari e 52 astenuti) sulla questione degli “espropri”[8], che vennero condannati (col voto di Trotski) e delle “organizzazioni di combattimento”, di cui si ordinò lo scioglimento (Trotski contrario). Il CC eletto dal congresso viene composto da 12 membri, il cc ristretto da 5. I bolscevichi ricostituiscono il loro C.C., separato e parallelo[9].
(Questo fu l’ultimo congresso del periodo pre-insurrezionale, cioè fino al 1917. Dal V Congresso del 1907 al VI del 1917, si tennero solo Conferenze di partito. Queste si differenziavano dai congressi in quanto erano autorizzate a discutere ma non a prendere decisioni vincolanti; potevano dare indicazioni, ma in base allo statuto approvato al congresso di unificazione le decisioni sulla linea politica tra un congresso e l’altro spettavano al C.C. In realtà, data la situazione di repressione spietata e di stretta clandestinità e illegalità, in alcune Conferenze si presero decisioni di natura congressuale e si elessero in via eccezionale nuovi C.C., qualora essi fossero stati spazzati via dagli arresti oppure impossibilitati ad operare.)
(3-5 agosto) A Kotka, in Finlandia, III Conferenza del Posdr, II di tutta la Russia: 26 delegati, di cui 9 bolscevichi, 5 menscevichi, 5 polacchi, 5 bundisti e 2 lettoni. Votò a maggioranza la mozione Lenin di partecipazione alle elezioni della terza Duma[10]. Gli altri bolscevichi, tra cui Bogdanov e Lunaciarski, votarono contro e a favore del boicottaggio delle elezioni (vennero chiamati “otzovisti”). Lenin non ha più il pieno controllo della frazione bolscevica e viene momentaneamente oscurato da Bogdanov.
1908
(24-25 agosto) Plenum C.C. a Ginevra, per accelerare convocazione conferenza di partito, in quanto occorreva contrastare le tendenze liquidatoriste (solo azione legale) e quelle otzoviste e ultimatiste (solo azione illegale). Essa si terrà, a ranghi ridotti, in settembre, come “IV Conferenza di partito”, sempre a Ginevra, ma in realtà sarà solo una riunione preparatoria della V Conferenza. Lenin viene, nel frattempo, eletto nella redazione del Proletari.
(I militanti bolscevichi, decimati dalla repressione, alla fine anno non sono più di 500. Le maggiori energie, fino al 1909, vengono dedicate alle polemiche ideologiche e filosofiche tra i bolscevichi al loro interno, v. Lenin: Materialismo ed empiriocriticismo.)
1909
(3-9 gennaio [21-27/12 1908]) A Parigi, V Conferenza del Posdr, con 5 bolscevichi, 3 menscevichi, 5 polacchi e 3 bundisti. La risoluzione “Sulla situazione attuale e sui compiti del partito”, è di compromesso tra le varie frazioni, e mantiene l’unità formale del partito. Si constata il riavvicinamento tra governo e borghesia, lo spostamento a destra del’intellighenzia di sinistra, l’eclissi del movimento di massa e l’emergere anche in seno ai bolscevichi del “liquidatorismo”. Si conferma il diritto del C.C. a controllare il gruppo socialdemocratico alla Duma. Si vota a favore di un ritorno del partito al centralismo, che si era notevolmente allentato nel periodo rivoluzionario, tra il 1905 e il 1906.
(21-30 giugno) Alla Redazione allargata del “Proletari”, nuovo organo bolscevico, tenutasi a Parigi, vengono espulsi i dissidenti delle frazioni di Bogdanov e di Lunaciarski, che da allora denomineranno il loro organo di stampa “Vperiod!” per rimarcare la loro presunta fedeltà al bolscevismo “delle origini”. Lenin convinse l’assemblea a denunciare l’attività dei gruppi di “sinistra”, cioè gli “otzovisti”, che volevano ritirare dalla terza Duma i deputati socialdemocratici; degli “ultimatisti”, con a capo Bogdanov, che volevano inviare a questi deputati, in gran parte menscevichi, un ultimatum: obbedire al C.C. o essere espulsi dal partito; e dei “costruttori di dio”, con a capo Lunaciarski, i quali presentavano essenzialmente il socialismo come una nuova religione. I “deviazionisti” si erano raccolti attorno alla “scuola di Capri”, una scuola di partito (in seguito, nel novembre 1910, anche a Bologna). Tra gli insegnanti della scuola ci furono Maxim Gorki (il romanziere), gli stessi Lunaciarski e Bogdanov, G.A. Alexinski e M.N. Lyadov, tutte figure di primo piano del movimento bolscevico. I bolscevichi stretti attorno a Lenin fonderanno una scuola di partito a Longjumeau (Parigi), che inizierà i corsi nella primavera del 1911. A fine anno, i militanti veri e propri si riducono a non più di 150, il minimo storico.
1910
(gennaio) Nella Riunione plenaria del C.C. a Parigi, prevalgono Trotski, Plechanov e i conciliatori, chiamati anche “menscevichi partitisti”, su Lenin che è costretto a chiudere il “centro” bolscevico in uno con l’organo di frazione “Proletari”, e accettare la “Pravda” di Trotski quale organo legale, nonché “Il socialdemocratico” illegale a redazione paritetica (Martov, Lenin, Zinoviev, Dan e il polacco Warski). Fu creato un “Ufficio estero” del C.C. in rappresentanza di tutti i gruppi, inclusi i polacchi, i lettoni e il Bund. In realtà, i polacchi, i lettoni e il Bund uscirono a poco a poco dal C.C. e dal Posdr, e si organizzarono per proprio conto, annullando di fatto le risoluzioni adottate.
(agosto) A Copenaghen, durante una riunione dell’Ufficio internazionale socialista, si tenne una riunione ristretta (Lenin, Plechanov, Zinoviev, Kamenev, coi deputati della III Duma: Poletaiev e Pokrovski), nella quale si decise di pubblicare all’estero un giornale popolare, la Rabociaia Gazeta. Essa verrà pubblicata, a Parigi, illegalmente, dal 12/11/1910 al 12/8/1912, ma in modo saltuario. A Pietroburgo, dal dicembre 1910 all’aprile 1912, i bolscevichi pubblicano la Zviezdà, quale organo legale, assieme ai menscevichi partitisti di Plechanov. Alla fine dell’anno, il Posdr di fatto non esiste più in quanto tale.
1911
(La reazione imperversa e impedisce quasi del tutto ogni attività politica. In giugno, i bolscevichi assieme ai polacchi e al gruppo di Plechanov, otto compagni in tutto, disconoscono il C.C. dell’anno precedente e ne formano uno nuovo, che indice una nuova conferenza di partito. Tuttavia, Plechanov, subito dopo, si ritira, così come i polacchi. I bolscevichi creano, così, un altro comitato di organizzazione, con nuovi compagni, e indicono una conferenza di partito, cui avrebbero partecipato i loro sostenitori più qualche menscevico di sinistra proveniente dalla Russia. Vengono invitati anche i polacchi, i lettoni e il Bund, ma essi tutti respingono l’invito.
In primavera prende avvio la scuola di partito bolscevico-leninista di Longjumeau. Gli insegnanti erano: Lenin (economia politica e “teoria e pratica del socialismo”), Zinoviev e Kamenev (storia del partito), Riazanov (storia movimento operaio dell’Europa occidentale), Rappoport (movimento operaio francese), Steklov e Finn-Enotaevski (diritto e bilancio statale), Lunaciarski (letteratura), Stanislav Volsi (tecnica giornalistica). Tra gli allievi: Andreiev (operaio di Nikolaiev), Dogadov di Bakù, Semkov, Ciugurin (operaio di Sormov), Zevin (da Iekaterinoslav), Bielostotski e Gheorghi (operai metallurgici), Vera Vasilieva, Prisiaghin (operaio conciatore), Orgionikidze, Schwartz, Breslav.
(giugno) Riunione membri del C.C. all’estero. O.d.g.: riorganizzazione lavoro pratico in Russia; convocazione Conferenza di partito; costituzione in Russia di un Comitato organizzatore.
(In autunno riprendono le agitazioni operaie.)
(dicembre) Il Comitato organizzatore della VI Conferenza di partito si riunisce prima a Bakù poi a Tiflis. Vi erano rappresentanti di cinque organizzazioni, sia bolsceviche sia plechanoviste. La Conferenza fu convocata per il gennaio 1912.
Dopo la chiusura della rivista teorica legale bolscevica mensile Mysl, su iniziativa di Lenin fu edita la rivista Prosvestcenie, a Pietroburgo, dal dicembre 1911 al giugno 1914.
1912
(18-30 gennaio) A Praga, VI Conferenza del Posdr, detta “Conferenza di Praga”. I delegati con diritto di voto erano 14 tutti bolscevichi (rappresentanti circa 20.000 iscritti), tranne due plechanoviani. Si decise di pubblicare un quotidiano legale bolscevico, la Pravda, che iniziò ad uscire a Pietroburgo il 5 maggio 1912. Vennero esclusi dal partito i sostenitori del “liquidatorismo” (corrente che sosteneva la rinuncia alla lotta per una nuova rivoluzione in Russia), che pubblicavano la rivista Nascia Zarià (Potresov, Cerevanin, ecc.). Sul terreno della lotta legale si stabilirono tre parole d’ordine principali: repubblica democratica, giornata lavorativa di 8 ore, confisca di tutte le terre dei latifondisti. Si decide che il partito si chiamerà, d’ora in avanti, “Posdr (bolscevico)”. Visto che il C.C. uscente dal V Congresso di Londra non si riuniva da due anni, viene sostituito con uno composto da sei membri (Lenin, Zinoviev, Kamenev, Ordzonikidze, Sverdlov e Malinovski) e 5 sostituti o “candidati” (tra cui Bubnov e Kalinin), in deroga allo statuto[11]. La conferenza non viene riconosciuta né dai liquidatori né da tutta una serie di gruppi all'estero (di Plechanov, di Alexinski, di Trotski ed altri), né dai cosiddetti gruppi socialdemocratici "nazionali"(cioè non grandi-russi), i quali formarono in seguito (in agosto, a Vienna, su impulso di Trotski) il c.d. “blocco d’agosto” anti-bolscevico. Da questo momento i bolscevichi non furono più una frazione all’interno del partito, ma s’identificarono col partito stesso.
(Il 4 aprile 1912 le truppe zariste aprono il fuoco sugli operai dei campi auriferi della Lena in sciopero: più di 500 tra morti e feriti. Il più grave massacro dopo quello del 9 gennaio 1905, che diede l’avvio alla rivoluzione di quell’anno. Si aprì, così, un nuovo periodo di lotte e agitazioni nel settore industriale. I bolscevichi vi prendono parte attiva e spesso dirigente, acquisendo posizioni di forza in campo sindacale e operaio in genere.)
Per più di due anni (dall'inizio del 1912 alla metà del 1914) ci fu un'ostinata lotta tra due partiti socialdemocratici: il Comitato centrale, eletto nel gennaio 1912, ed il "Comitato d'organizzazione", il quale non riconosceva la Conferenza di gennaio e voleva riorganizzare il partito in modo diverso, conservando l'unità col gruppo Nascia Zarià. Fra i due giornali quotidiani operai (la Pravda e il Luch ed i loro successori) e fra i due gruppi socialdemocratici alla IV Duma (il "gruppo operaio socialdemocratico", dei pravdisti o marxisti, ed il "gruppo socialdemocratico" dei liquidatori, con a capo Ckheidze), si svolse una lotta ostinata.
1913
(8-14 gennaio) Convegno degli attivisti di partito e dei parlamentari bolscevichi, a Cracovia. Presenti: Lenin, Malinovski (che risulterà un agente provocatore), Petrovski, Badaiev (cui venne affidata la Pravda), Medviediev. Alla riunione si traccia il piano di lavoro, legale e illegale. Si esaminano la natura dell’attività parlamentare, del lavoro tra le masse, la necessità di relazioni più strette col lavoro di partito e l’attività illegale.
(In febbraio si tiene, sempre a Cracovia, una Conferenza dei membri del C.C., allargata ai deputati bolscevichi e a Stalin. Altra Conferenza analoga si tiene a Poronin in agosto. La Pravda, intanto, era stata proibita. Al suo posto si pubblicava la Rabociaia Pravda (La verità operaia), che però veniva sequestrata quasi ogni numero. Venne organizzata una nuova Conferenza di partito, da tenersi in autunno.)
In agosto Plechanov rompe coi bolscevichi e smette di collaborare con la redazione della Pravda; tenta di organizzare una propria frazione col giornale Edinstvo (Unità) e si allinea al "blocco d'agosto".
Tra settembre e ottobre si tenne la VI Conferenza di partito, sempre a Poronin, alla presenza di 22 delegati, cioè tutti i deputati bolscevichi, tranne Samoilov, di due delegati di Mosca, Novogilov e Balasciov, Rozmirovic di Kiev, Sima Deriabina dagli Urali, Sciotman da Pietroburgo, Troianovski per la rivista “Prosvestcenie”, per i polacchi Ganecki e Domski, più due “roslamovsti” [scissionisti del Posd polacco], Ines Armand da Parigi, oltre a Lenin e a Nadia Krupskaia. Fu deciso di avviare la preparazione di un nuovo congresso di partito.
1914
All'inizio del 1914, i socialdemocratici lettoni escono formalmente dal "blocco d'agosto" (i socialdemocratici polacchi non ne facevano parte), e Trotski, uno dei capi del blocco, ne esce in modo non formale, fondando di nuovo un gruppo a parte.
(16-18 luglio) Alla Conferenza di Bruxelles, con la partecipazione del Comitato esecutivo dell'Ufficio socialista internazionale, di Kautsky e di Vandervelde, viene creato contro i bolscevichi il cosiddetto "blocco di Bruxelles", nel quale non entrano i lettoni e dal quale si stacca subito la opposizione socialdemocratica polacca. La Conferenza detta di “unificazione”, era stata convocata dal C.E. dell’Ufficio internazionale socialista, per uno “scambio di idee” sulla possibilità di ricostituire l’unità del Posdr. Alla riunione erano rappresentati il C.C. (bolscevico), il “comitato d’organizzazione” (menscevico), il gruppo “Unità” di Plechanov, il Bund e le organizzazioni socialdemocratiche di Lituania, Lettonia e Polonia. In tutto erano presenti ben 11 tendenze! Portavoce dei bolscevichi fu Ines Armand (Lenin era assente). Viene posta ai voti la mozione di Kautsky sull’unificazione del Posdr. La mozione viene approvata dalla maggioranza, ma i bolscevichi e i lettoni si astengono, poiché la II Internazionale esigeva da loro che cessassero di criticare la politica conciliatrice dei liquidatori.
Cominciata la guerra, questo blocco va in sfacelo. La Nascia Zarià, Plechanov, Alexinski, il capo dei socialdemocratici del Caucaso, An, diventano socialsciovinisti aperti e diffondono l'idea che è desiderabile la sconfitta della Germania. Il Comitato d'organizzazione e il Bund difendono i socialsciovinisti e i princìpi del socialsciovinismo. La frazione di Ckheidze, sebbene abbia votato contro i crediti di guerra (in Russia, perfino i democratici borghesi, i trudovikí, hanno votato contro), rimane fedele alleata alla Nascia Zarià. I socialsciovinisti più spinti, Plekhanov, Alexinskí e soci, concordano con la frazione di Ckheidze.
A Parigi si fonda il giornale Nasce Slovo (prima Golos) con la partecipazione principale di Martov e di Trotski, desiderosi di accordare la difesa platonica dell'internazionalismo con un'incondizionata esigenza di unione con la Nascia Zairà, con il Comitato d'organizzazione o con la frazione di Ckheidze. Dopo 250 numeri, questo giornale è esso stesso costretto a riconoscere la propria decadenza. Una parte della redazione gravita verso il partito bolscevico, Martov rimane fedele al Comitato d'organizzazione, il quale accusa pubblicamente il Nasce Slovo di "anarchismo" (come gli opportunisti in Germania, David e soci l'Internationale Korrespondenz, Legien e soci, incolpano di anarchismo il compagno Liebknecht); Trotski rende nota la sua rottura con il Comitato d'organizzazione, ma desidera stare con la frazione di Ckheidze.
In settembre, a Berna, i bolscevichi ivi presenti, cioè Lenin, Krupskaia, Scklovski, Safarov, Samoilov, Goberman ecc., si riuniscono in un bosco e adottano una risoluzione contro la guerra imperialistica e di denuncia del tradimento dei capi della II Internazionale, che avevano votato i crediti di guerra (il gruppo parlamentare socialdemocratico russo, unanime, si rifiuterà di partecipare al voto).
1915
(27 febbraio - 4 marzo) A Berna, Conferenza delle sezioni estere del Posdr, di fatto di tutto il partito, la cui convocazione era resa impossibile dalla guerra. Vi partecipano oltre a Lenin e Zinoviev, i rappresentanti dei gruppi svizzeri, di Londra, di Parigi (Grascia Belenki), di Kiev (Piatakov e Bosc), di Bojo (Bucharin e Krylenko). Viene approvata una risoluzione sulla guerra. Si decide di spostare il “comitato delle organizzazioni all’estero” da Parigi a Berna, e viene formato da Sklovski, Kasparov, Ines Armand, Lilina e Krupskaia.
(5-8 settembre) Alla Conferenza di Zimmerwald, contro la guerra imperialista, partecipano sia Lenin sia Martov. Lenin organizza il “gruppo di sinistra di Zimmerwald”.
1916
Lenin è a Zurigo, ove lavora al saggio popolare sull’imperialismo, e partecipa soprattutto ai lavori della commissione internazionale socialista (organo esecutivo dell’Unione di Zimmerwald). Ordina la cessazione della pubblicazione del Kommunist, causa la posizione di Bucharin e Piatakov, che tentavano di utilizzare la rivista per fini frazionistici (?).
(24-30 aprile): Conferenza internazionale di Kienthal (presente Lenin).
(In quell’anno, i bolscevichi non superano le 5.000 unità.)
1917
Il (secondo) processo rivoluzionario riprende con l’8 marzo (23 febbraio) 1917, giornata internazionale della donna. Le operaie tessili di Vyborg entrano spontaneamente in sciopero e chiedono agli operai metallurgici il loro appoggio: in breve si arriva a 90.000 scioperanti, che danno vita a manifestazioni, comizi e scontri con la polizia. Le proteste e le manifestazioni dilagano nel paese. Riappaiono i soviet (a Pietrogrado[12], a Mosca, nelle campagne), che si erano formati per la prima volta nel 1905. In breve crolla il governo zarista, e si forma un governo di coalizione, provvisorio. E’ la rivoluzione di “febbraio”. Inizia la fase del “doppio potere” (soviet e governo). I bolscevichi, a quella data, contano si e no 10.000 militanti.
(7-12 maggio [24-29 aprile]) Conferenza “d’aprile” (VII panrussa), a Pietrogrado, con 150 delegati, rappresentanti 49.000 iscritti. La conferenza approva con 23 voti a favore le Tesi d’aprile di Lenin, appena rientrato in Russia, vincendo le esitazioni e i dissensi di Kamenev, Kalinin, Rykov, Nogin e Stalin (i quali ottengono 17 voti). Si discute la situazione, la guerra, la preparazione della III Internazionale, la questione nazionale e agraria, il programma del partito. Si conclude con la parola d’ordine: “tutto il potere ai Soviet”. Nel nuovo C.C. entrano: Lenin, Sverdlov, Zinoviev, Sliapnikov, Bucharin e Zalutski, per la maggioranza; Kamenev, Kalinin e Stalin, per la minoranza.
Era stato appena celebrato in tutta la Russia libera il Primo Maggio (per loro cadeva il 18 aprile), e in quella data il ministro degli esteri Miliukov impegnava il popolo russo nella promessa agli alleati di continuare la guerra. Il 3 maggio i bolscevichi con dimostrazioni armate protestavano contro la nota Miliukov. Il 14 maggio il Soviet di Pietrogrado vota ancora per il governo di coalizione. Il 15 si dimette Miliukov. Il 16 arriva Trotsky (dal Canadà, ove si trovava internato) e avanti al Soviet fa con un discorso di adesione totale alla politica di Lenin, che il 17 in una lettera aperta al Congresso dei Contadini aveva incitato alla guerra spietata contro la borghesia imperialista e i "social-compromessisti" che la affiancano. Viene formato il governo di coalizione, col socialrivoluzionario di destra Kerensky ministro della guerra. Questi il 20 giugno ordina l'offensiva al fronte: gli opportunisti inscenano dimostrazioni contro Kerensky e la guerra. Mentre il 19 luglio l'offensiva al fronte fallisce e i tedeschi irrompono da Tarnopol, scoppia a Pietrogrado l'insurrezione armata, sebbene i bolscevichi tentino di rinviarla. Lenin e Zinoviev sono braccati dalla polizia di Kerensky, divenuto primo ministro, come agenti tedeschi. Molti capi bolscevichi, tra cui Trotsky, vengono arrestati. Il partito ad opera di Stalin nasconde Lenin. E’ iniziata la terza rivoluzione russa.
(8-16 agosto) VI Congresso, a Pietrogrado, nell’illegalità (Lenin, Zinoviev e Trotski assenti). Sono presenti 270 delegati, rappresentanti 177.000 iscritti (240.000 inclusi i simpatizzanti stretti). All’o.d.g.: revisione del programma; l’Internazionale; l’unificazione del partito ecc. Il congresso lancia la parola d’ordine della preparazione dell’insurrezione armata contro il governo provvisorio e della presa del potere da parte del proletariato.Vengono eletti i 32 nuovi membri del C.C. (i “32 di ottobre”).
Il 31 agosto il fronte militare si spezza e cade Riga. Kornilov che aveva sostituito Brusilov alla testa dell'esercito viene silurato da Kerensky che teme di avere suscitato le forze reazionarie: Kornilov muove su Pietrogrado. Reazione delle masse di tutti i partiti operai, predominio nella lotta delle forze bolsceviche che hanno offerto tempestivamente il fronte unico. Kornilov è arrestato al quartier generale, i capi bolscevichi scarcerati.
Il 18 settembre al Soviet passa la prima risoluzione della frazione bolscevica: il presidium menscevico-esserre (socialisti-rivoluzionari) si dimette. Manifestazioni operaie si svolgono in tutti i centri industriali. Le rivolte contadine s’ingrossano. Gli ammutinamenti si susseguono.
Il 23 ottobre, a Pietrogrado si riunisce il nuovo C.C., il quale decide per l’insurrezione armata. Dieci membri votano a favore (Lenin, Sverdlov, Stalin, Dzerginski, Trotski, Kollontai, Bubnov, Sokolnikov e Lomov). Zinoviev e Kamenev, contro.
Il 29 ottobre, viene costituito il “Comitato militare rivoluzionario” presso il Soviet di Pietrogrado, deciso il 22 ottobre. Il Comitato è presieduto da Trotski.
Nella notte tra il 6 e il 7 novembre (25 ottobre), il Comitato militare rivoluzionario occupa i punti strategici di Pietrogrado e arresta i membri del governo provvisorio (alcuni fuggono), conquistando il potere: la rivoluzione proletaria ha vinto, sotto la direzione del partito bolscevico.
Bibliografia
- Pierre Brouè: Il partito bolscevico. Sugar, 1966, pag.749 (In italiano viene tradotto in: Storia del partito comunista dell’Urss)
- Carr: La rivoluzione bolscevica (1917-1923). Einaudi, Torino 1964, pag. 1.361.
- G.D.H. Cole: Storia del pensiero socialista. Vol.III: La seconda internazionale (1889-1914). Parte prima. Cap.IX: La Russia fino al 1905. Cap.X: La prima rivoluzione russa.
- N. Krupskaia: La mia vita con Lenin. E.R., Roma 1956, pag.325.
- Lenin: Il socialismo e la guerra.
- Martov J., Dan F.: Storia della socialdemocrazia russa. Feltrinelli, Milano 1973.
- Migliardi: Lenin e i menscevichi (1900-1905). L’Iskra, Milano 1979.
- Zinoviev: La formazione del partito bolscevico. Graphos, Genova 1996, pag.240.
- Ulam A.B.: Lenin e il suo tempo. Vol. I e II. Vallecchi, Firenze 1967, pag.1.034.
Note
[1] Tendenza politica secondo la quale agli operai spetta la lotta economica, alla borghesia liberale la lotta politica, quantomeno nello “stadio” democratico-borghese.
[2] Blagoev fu tra i fondatori dell’Internazionale comunista e uno dei dirigenti del Partito comunista di Bulgaria. Morì nel 1924.
[3] Quando risulta una sola datazione, è la nostra. Fino al 1900 il calendario giuliano, in vigore in Russia, era anticipato di 12 giorni. Dal 1/1/1900 al 31/1/1918, di 13 giorni. Dal 1/2/1918 le date si pareggiano.
[4] Lenin mise in rilievo la differenza di principio tra le risoluzioni del III Congresso e quelle della conferenza menscevica nell’opuscolo “Due tattiche della socialdemocrazia nella rivoluzione democratica”.
[5] La prima Duma durò dall’aprile al luglio del 1906, inaugurata da una vasta ripresa di scioperi e di rivolte contadine.
[6] Tra i quali Rosa Luxemburg.
[7] La seconda Duma durò dal febbraio al giugno 1907, con 65 deputati socialdemocratici (di cui 18 bolscevichi). La terza si riunì in novembre, con 18 deputati del Posdr (di cui 5 bolscevichi).
[8] L’episodio più celebre è quello del 26 giugno 1907, a Tiflis, capeggiato da Kamo (Semen Ter-Petrosjan), durante il quale venne bombardato e assalito un convoglio armato che trasportava 250.000 rubli della banca di stato. Nel tentativo di cambiare le banconote (tutte segnate), molti bolscevichi furono arrestati in tutta Europa. Il fatto suscitò molto scalpore ovunque e, negli ambienti socialdemocratici europei, riprovazione.
[9] I dati e i nomi dei partecipanti sono insicuri, variano a seconda delle fonti (v. bibliografia). Questo vale in generale.
[10] La seconda era stata sciolta in giugno da Stolypin, il quale cercò di arrestare tutti i membri socialdemocratici. Alcuni fuggirono all’estero, o si nascosero, sottraendosi all’arresto.
[11] In seguito ad una modifica apportata dalla conferenza allo statuto, il c.c. aveva la facoltà di cooptare altri membri. In base ad essa, poco dopo la chiusura dei lavori, fu cooptato Stalin, il quale divenne pure membro dell’”ufficio russo”, che era stato appena creato col compito di occuparsi dell’attività da svolgersi in Russia.
[12] All’inizio della guerra, nel 1914, la città di Pietroburgo viene chiamata così, sostituendo la seconda parte di origine tedesca (burg) con la corrispondente radice slava (grad).