il comunismo è un movimento reale
"Il comunismo ... non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi ... [è] il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente." (Marx-Engels, L'ideologia tedesca, 1845)
Cina e India rappresentano il 40% della popolazione mondiale e il 6% della produzione; Usa, Giappone, Ue rappresentano il 15% della popolazione e l'80% della produzione
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Parte Prima
Il socialismo tedesco (1852-1890)
(Da Lassalle a Marx)
1852
(4 ottobre-12 novembre) Dopo il processo intentato ai suoi membri a Colonia, e la sconfitta della rivoluzione democratico-borghese in Germania, viene sciolta la Lega dei comunisti, primo movimento autonomo degli operai tedeschi, sorta nel 1847. Da allora, e fino al 1864, Marx ed Engels non fecero parte di nessuna associazione politica (neppure dell’Associazione operaia tedesca di cultura a Londra).
1853 – 1858
Periodo di contro-rivoluzione aperta: repressione e messa al bando di tutte le organizzazioni operaie e socialiste (risoluzione del Bundestag del 13 luglio 1854).
1859
(agosto) Esce a Berlino, tramite Lassalle, Per la critica dell’economia politica di Marx.
1861
(12 gennaio) Amnistia ai condannati per i moti rivoluzionari del 1848-49 (Engels stesso ne usufruisce).
1862
Allentamento della repressione sulla spinta della ripresa degli scioperi e delle lotte operaie. Ripresa organizzativa in campo socialista.
1863
(23 maggio) Ferdinand Lassalle[1] (1825-64) fonda a Lipsia l’Associazione generale degli operai tedeschi (Adav), cui aderisce in un primo tempo W.Liebknecht (fino al 1865), ex membro della Lega dei comunisti. Le si contrappone la Lega delle Associazioni operaie tedesche (Vda), che nasce il 7-8 giugno a Francoforte. Nella Vda dominano in un primo momento i portavoce della borghesia liberale, ma ben presto, soprattutto, in Sassonia, gli operai si organizzano in modo autonomo.
1864
Morto Lassalle, ucciso in duello dal Conte di Racowitza il 31 agosto, viene sostituito alla direzione dell’Adav da J.B. von Schweitzer. Verso fine anno, inizia a uscire l’organo del partito, il Sozialdemokrat.
Nasce la Prima Internazionale.
1866
(autunno) Wilhelm Liebknecht fonda il Partito popolare della Sassonia[2], che rappresentò – con August Bebel – come primo deputato dell’ala sinistra del partito al Reichstag della Germania del Nord (dal 1868 avrà come organo il Demokratisches Wochenblatt, stampato a Lipsia).
(Vittoria della Prussia nella guerra contro l’Austria: battaglia di Koniggratz del 3 luglio.)
1867
Viene pubblicato il I Libro del Capitale di Karl Marx.
1868
(fine luglio) Entrano in sciopero circa 1.000 operai della tessitura meccanica di Linden presso Hannover per aumenti salariali. E’ il primo caso di sospensione del lavoro su grande scala in Germania. Kugelmann (lettera a Marx del 2 agosto) chiede aiuti per gli operai in lotta all’Internazionale, che discute il caso alla seduta del Consiglio generale del 4 agosto.
(22-26 agosto) Assemblea generale dell’Adav ad Amburgo. Per effetto delle esperienze nella lotta di classe e della pubblicazione del “Capitale”, la parte più avanzata dell’associazione comincia ad allontanarsi dalle teorie lassalliane. Il programma dell’assemblea, pubblicato sul “Social-Demokrat” del 21 agosto 1868 e sulla “Zukunft”, contiene una serie di questioni che contraddiccono ai principi lassalliani: la libertà politica come presupposto per il successo delle lotte sociali della classe operaia, la giornata lavorativa nornale,gli scioperi, i sindacati, il carattere internazionale del movimento operaio e l’opera di Marx. La maggior parte dei relatori era sotto l’influsso dell’Internazionale. Wilhelm Bracke, il rappresentante più autorevole dell’opposizione all’interno dell’Adav, tenne la relazione sul “Capitale”. J.B. von Schweitzer e Friedrich Wilhelm Frizsche proposero all’assemblea di organizzare un congresso sindacale a Berlino. Dopo animate discussioni essi riuscirono infine ad ottenere il mandato di convocare il congresso nella loro qualità di deputati del Reichstag. All’assemblea di Amburgo furono prese importanti decisioni: il movimento degli scioperi fu approvato in linea di principio; si riconobbe all’unanimità che Marx aveva reso un servigio inestimabile alla classe operaia; infine si sottolineò la necessità di azioni comuni tra gli operai di diversi paesi. In pratica tuttavia i capi lassalliani stretti attorno a Schweitzer continuarono a impedire l’adesione dell’Adav all’Internazionale.
(5-7 settembre): (V) Congresso di Norimberga della Lega (non lassalliana) delle Associazioni Operaie tedesche (presidente Bebel). Eccarius partecipa come delegato dell’Internazionale. Vi partecipano 115 delegati di 93 associazioni (oltre ai delegati tedeschi, sono presenti rappresentanti dell’Austria e della Svizzera). La discussione del programma si conclude con l’”Adesione agli scopi dell’Associazione internazionale degli operai”. Si decide la costituzione di leghe sindacali.
(14-22 settembre) A Essen scioperano 13.000 minatori. Essi chiedono l’annullamento di una trattenuta sul salario e l’introduzione della giornata lavorativa di 8 ore. Lo sciopero termina col successo operaio.
(16 settembre) l’Adav, che aveva sede a Lipsia, viene disciolta per decreto della polizia locale. Appena tre settimane dopo, il 10 ottobre, l’associazione viene fondata di nuovo a Berlino, sotto lo stesso nome, da un gruppo di lassalliani capeggiato da Schweitzer.
(26-29 settembre) “Congresso generale degli operai tedeschi” a Berlino (lassalliani), così come stabilito dall’Assemblea generale di Amburgo, per discutere sulla fondazione dei sindacati. Schweitzer impedì all’Unione delle associazioni operaie tedesche (Bebel) di partecipare al congresso, ostacolando in tal modo un’azione in comune nella costruzione dei sindacati. Il congresso approvò la formazione di una Lega delle maestranze tedesche. Presidente della Lega fu nominato lo stesso Schweitzer. Esponenti del’Adav venivano messi alla testa delle singole maestranze, via via che venivano fondate. La politica sindacale di Schweitzer fu aspramente criticata da Marx.
(primi di ottobre) Alcuni membri della sezione berlinese dell’Internazionale fondano l’ Associazione democratica operaia, poiché l’ Associazione operaia berlinese, in seno alla quale la sezione aveva operato fino a quel momento, aveva respinto l’adesione al programma di Norimberga (32 voti contro 28). Il 6 ottobre la minoranza dichiarò di uscire dalla vecchia associazione e invitò immediatamente a fondarne una nuova. Tra i 26 firmatari era Wilhelm Eichhoff, Ferdinand Jozewich ecc. Marx riferì sulla fondazione dell’Associazione il 3 novembre al Consiglio generale dell’Internazionale. L’Associazione democratica operaia parteciperà attivamente alla lotta contro il lassallianismo e alla fondazione del Partito operaio socialdemocratico dell’anno successivo.
Nascono nello stesso anno anche i sindacati “Hirsch-Dunker”, per opera dei liberali borghesi omonimi, fautori dell’”armonia degli interessi di classe”. Essi circoscrivevano i compiti del movimento sindacale alle casse di mutuo soccorso e alle organizzazioni culturali educative.
1869
(29 maggio) Il Reichstag approva il nuovo ordinamento professionale che riconosce il diritto di sciopero.
(18 giugno) Il presidente dell’Adav Schweitzer e il presidente dell’Associazione generale (lassalliana) degli operai tedeschi, Fritz Mende, pubblicano sul “Social-Demokrat” un proclama col quale annunciano la fusione delle due associazioni, chiedendo ai soci il consenso entro tre giorni in forma ultimativa. Questa manovra viene definita “colpo di Stato” di Schweitzer. Egli sperava di in tal modo di venire a capo dell’opposizione in seno ala sua associazione. I capi dell’opposizione, invece, Wilhelm Bracke, Julius Bremer, Samuel Spier e Theodor Yorck, condannarono il “colpo di Stato” di Schweitzer e sventarono la sua manovra. Dopo essersi incontrati, il 22 giugno, a Magdeburgo, con Liebknecht e Bebel, essi lanciarono un appello ai soci dell’Adav per un congresso di unificazione di tutti gli operai socialdemocratici della Germania. Il 27 giugno l’Unione delle associazioni operaie tedesche aderì ufficialmente a quest’appello, che porta alla convocazione del congresso di Eisenach.
(7-9 agosto) Congresso di Eisenach (263 delegati): August Bebel (1840-1913) e Wilhelm Liebknecht (1826-1900) fondano il Partito operaio socialdemocratico di Germania (Sad o Sdap), nel quale confluisce la Vda, assieme ad una minoranza dell’Adav. All’o.d.g.: il programma e l’organizzazione del partito, il suo rapporto con l’Internazionale, l’organo del partito e la questione sindacale. Relatore sulle varie questioni è Bebel. Prendono parte ai lavori 263 delegati, in possesso di mandati da circa 200 località della Germania, l’Austria e la Svizzera. Vengono eletti all’unanimità alla presidenza del congresso August Geib, August Bebel, Heinrich Oberwinder e Michael Quick. Vengono esclusi dai dibattiti i rappresentanti dell’Adav inviati da Schweitzer a Eisenach col preciso mandato di sabotare i lavori del congresso. Viene approvato il programma e lo statuto del nuovo partito. Organo del partito diviene il “Demokratisches Wochenblatt”[3], che a partire dall’ottobre 1869 viene pubblicato sotto il titolo di “Der Volksstaat”. Brunswick viene designata come sede del comitato del partito e Vienna come sede della commissione di controllo. Vengono eletti membri del comitato provvisorio del partito Wilhelm Bracke, Heinrich Ehlers, Friedrich Neidel e Samuel Spier. Il progetto di programma e di statuto, presentato al congresso, era stato preparato da Bebel con l’aiuto di W.Liebknecht, Bracke, Geib e altri esponenti del movimento operaio tedesco ed era stato pubblicato sul “Demokratisches Wochenblatt” de 31 luglio. Il programma eisenachiano, nonostante alcuni residui di lassallismo e di concezioni democratico-borghesi, si ispira ai principi dell’Internazionale. Lo statuto garantiva una direzione centralizzata del partito, che poggiava sulla collaborazione democratica di tutti gli aderenti. Il progetto di Bebel viene approvato con poche modifiche dal congresso.
In questo contesto W.Liebknecht, in un discorso che fu stampato in opuscolo, sostenne: “Il socialismo non è più una questione di teoria: è semplicemente una questione di forza che non può essere risolta in parlamento, 1ma soltanto nelle strade, sul campo di battaglia, come qualsiasi altra questione di forza… Per il popolo come per i principi è la violenza che ha l’ultima parola” (pochi anni dopo, tuttavia, cambierà completamente idea…).
L’organo del nuovo partito, “Der Volksstaat”, uscì a Lipsia dal 2 ottobre 1869 al 29 settembre 1876, dapprima due volte la settimana, a partire dal luglio 1873 tre volte. Direttore: W.Liebknecht. Bebel era direttore della casa editrice “Volksstaat”: Marx ed Engels ne furono collaboratori fin dalla fondazione.
1870
(6 giugno) II Congresso a Stoccarda del Pos: approva una risoluzione di compromesso tra Bebel (possibilista) e W.Liebknecht (intransigente) secondo la quale il partito avrebbe dovuto partecipare alle elezioni del Rechstag “principalmente per ragioni propagandistiche” e che “avrebbe dovuto prendere parte ai lavori parlamentari nell’interesse delle classi lavoratrici, pur mantenendo in generale un atteggiamento negativo nei confronti dell’attività del parlamento”.
(21 luglio) Il Reichstag della Germania del nord approva i crediti per la guerra contro la Francia. I lassalliani votano a favore, gli eisenachiani (Bebel e Liebknecht) si astengono[4].
(Le truppe tedesche sconfiggono l’esercito francese a Sedan, 1-2 settembre, e lo costringono alla capitolazione.)
1871
Inizia la fase di decollo industriale e bancario del capitalismo tedesco. Il III Congresso del Sad si tiene a Dresda.
1872
Bebel viene condannato con Liebknecht a due anni di carcere con l’accusa di "tradimento" per la loro opposizione alla guerra franco-tedesca. Il IV Congresso del Sad si tiene a Magonza.
1873
Al V Congresso di Eisenach s’impone la scelta agli iscritti con doppia adesione (socialista e liberale).
1874
(10 gennaio) La socialdemocrazia tedesca ottiene il suo primo successo elettorale: 350.000 voti e 9 mandati (6 eisenachiani e 3 lassalliani).
Per breve tempo Bebel, e in genere il partito (Bernstein, Most, ecc.), subisce l'influsso di Dühring, al quale dedicò, nel marzo 1874, due articoli (apparsi anonimi sul Volksstaat) intitolati Ein neuer Kommunist (Un nuovo comunista). Questi articoli indussero Marx ed Engels a protestare decisamente con Wilhelm Liebknecht, direttore del giornale, contro la loro pubblicazione.
A giugno, l’Associazione di Lassalle viene sciolta dalla polizia, mentre gli eisenachiani vengono processati e condannati a più riprese..
1875
(22 - 27 maggio) Al Congresso di Gotha, l'Associazione Generale degli Operai Tedeschi (Allgemeiner Deutscher Arbeiterverein, Adav) di Lassalle, e il Partito Operaio Socialdemocratico di Germania (Sozialdemokratische Arbeiterpartei Deutschlands, Sad) di Bebel e W. Liebknecht, si uniscono a costituire il Partito Operaio Socialista (unificato) di Germania (Sozialistischen Arbeiterpartei Deutschlands, Sad).
Si verifica, così, l'unificazione degli Eisenachiani (marxisti “ortodossi”) con i Lassalliani (socialisti di Stato o “della cattedra”). Il programma approvato dal congresso conteneva tesi lassalliane erronee (v. Marx, Critica al programma di Gotha)[5], come ad es. quella per cui si riteneva necessario che il governo emanasse una legge volta a determinare il livello del salario sulla base del minimo dei mezzi di esistenza necessari (col che si mirava a rendere inutile la lotta economica operaia). Inoltre i lassalliani volevano un socialismo senza rivoluzione, guidato dallo Stato (lo “Stato popolare libero” fu una delle principali rivendicazioni dei socialdemocratici tedeschi dal 1870 al 1880). Ciononostante il partito rimase unito, diffondendosi con successo per tutto il paese.
A luglio muore Schweitzer.
1876
(19-23 agosto) Si tiene, sempre a Gotha, il II Congresso del partito unificato. Per decisione congressuale, dal 1° ottobre 1876 il “Volksstaat” e il “Neuer Social-Demokrat” (organo dei lassalliani) vengono sostituiti dal “Vorwarts”, quale organo centrale della socialdemocrazia tedesca.
Scioglimento ufficiale della Prima Internazionale (Sorge, New York), fondata nel 1864.
1877
Il partito aveva già superato in parlamento il partito Progressista e quello Imperiale, ottenendo il quarto posto. Marx ed Engels contribuirono a eliminare gli errori ideologici commessi al momento dell'unificazione: il primo con La critica del programma di Gotha (che però non fu divulgato), il secondo con l'Anti-dühring.
Il 27-30 maggio si tenne, sempre a Gotha, il III Congresso di partito, che discusse animatamente della polemica contro Duhring.
1878
“Legge contro i socialisti” (approvata dal Reichstag il 19 ottobre, su proposta di Bismarck, rimarrà in vigore dal 21 ottobre 1878 fino al 30 settembre 1890). Essa mise “fuori legge la socialdemocrazia”. Vi furono espulsioni in massa. Il governo proibì 45 organi di stampa sui 47 del partito Socialdemocratico, espulse da Berlino molti attivisti, sciolse i sindacati, le organizzazioni culturali di sinistra, le cooperative (confiscandone i beni), vietò ovunque le assemblee operaie; e a coronamento di tutto ciò fu disposto che si potesse imporre lo “stato d’assedio” su intere città e province. I leaders del partito continuarono a impegnarsi nel parlamento e crearono un'organizzazione di partito adatta alla illegalità, pubblicando all'estero l'organo del partito, attraverso l’organizzazione clandestina la “Posta Rossa”. Gli opportunisti lassalliani però invitavano alla pacificazione e alla fine dell'attività illegale del partito. Marx ed Engels, nella famosa "Lettera circolare" inviata a Bebel e Liebknecht, si opposero. Essa ebbe l'effetto di lasciar fuori gli opportunisti dalla redazione dell'organo di partito "Sozialdemokrat", pubblicato a Zurigo per la prima volta nel 1879, e più tardi, fino al '90, a Londra. Il 27 ottobre il “Vorwarts” cessa le pubblicazioni.
1880
(20-23 agosto) Il congresso (illegale) del partito a Wyden in Svizzera decide di includere nel programma di Gotha un punto che prevede l’uso di mezzi anche illegali nella lotta politica contro il governo. Il “Sozialdemokrat” diventa organo ufficiale del partito. Johann Most viene espulso (aderirà in seguito al movimento anarchico).
1881
Bernstein (1850-1932) pubblica in Svizzera il “Sozialdemokrat”, l’organo ufficiale del partito, che viene introdotto clandestinamente in Germania.
1882
(19-21 agosto) Alla Conferenza di Zurigo viene deciso di istituire un Archivio di partito. Inizialmente ebbe sede a Zurigo. Nel maggio 1888 i redattori del Sozialdemokrat dovettero abbandonare la Svizzera e la casa editrice del giornale si trasferì a Londra, assieme all’Archivio. Dopo la caduta della legge contro i socialisti, venne trasferito a Berlino. L’Archivio di partito conservò le opere postume dei dirigenti del movimento operaio, in primo luogo quelle di Marx ed Engels, la letteratura sulla storia del movimento operaio tedesco ed internazionale, e la stampa operaia.
1883
(gennaio) Karl Kautsky (1854-1938) fonda a Stoccarda la rivista Die Neue Zeit (Il Tempo nuovo), che diverrà presto la più autorevole rivista socialista al mondo, pubblicata poi a Zurigo e a Londra (uscirà fino al 1917 sotto la direzione di Kautsky; dal 1917 al 1923, di G.Cunow). Tra il 1884 e il 1895 pubblicherà articoli di Engels, che darà consigli alla redazione e la criticherà aspramente per le sue deviazioni dal marxismo.
(14 marzo) muore Karl Marx.
(29/3-2/4) Congresso di partito (illegale) a Copenhagen: approva varie mozioni sotto il benestare di Engels.
Bebel pubblica “La donna e il socialismo”, a sostegno della campagna socialista per il suffragio universale. Il testo entra in tutte le biblioteche popolari e diventa il libro di gran lunga più letto in Germania.
1884
La Socialdemocrazia raccoglie più di mezzo milione di voti, ma il governo risponde vietando il diritto allo sciopero.
Engels pubblica "L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato".
1885
I muratori berlinesi attuano il più grande sciopero verificatosi fino ad allora nella capitale. A luglio, viene pubblicato il II Libro del Capitale di Marx (a cura di Engels).
1886
Col decreto anti-sciopero dell’11 aprile il ministro degli interni prussiano von Puttkamer inasprisce le misure repressive contro le organizzazioni operaie. Vennero vietate le riunioni operaie, i dirigenti sindacali furono allontanati dai loro luoghi di origine, furono sciolte le associazioni sindacali e le casse di soccorso confiscate dallo Stato.
1887
(2-6 ottobre) Congresso (illegale) di San Gallo (79 delegati): i socialisti avrebbero dovuto astenersi dalla votazione di ballottaggio, quando il loro candidato era stato eliminato nella prima. Vietato dare un qualsiasi appoggio elettorale ai candidati di altri partiti. In pratica, tuttavia, gli iscritti votavano per liberali e progressisti. Il Congresso incarica la direzione di convocare un congresso operaio internazionale per l’autunno 1888.
Prima crisi politica: il parlamento aveva deciso di ridurre il settennato per i crediti militari a tre anni. Il governo di Bismarck, approfittando del desiderio di rivincita dei francesi, cercò di creare in Europa un nuovo allarme di guerra. Dopo aver sciolto nell'87 il parlamento, indice le elezioni in un'atmosfera di sciovinismo nazionalistico e di persecuzione contro tutti coloro che non erano d'accordo con le trame dei militari. Riuscì a organizzare un blocco elettorale vincente tra i Conservatori e i Nazional-Liberali. Il nuovo parlamento riconfermò il settennato, impose nuovi dazi protezionistici (cui però la borghesia non manifestava alcuna simpatia) e prorogò la legge anti-socialista.
1889
L'oppressione politica e il carovita portarono alla ripresa degli scioperi nell'89 (solo in quell'anno raggiunsero quota mille, interessando i minatori, gli operai edili, metallurgici e tessili). Dal 3 maggio ai primi di giugno si svolge lo sciopero dei minatori della Ruhr (il più grande sciopero in Germania del secolo XIX). Il giovane kaiser, Guglielmo II, salito al trono nell'88, tendeva a preferire una tattica più flessibile.
Nasce la Seconda Internazionale.
1890
Alle elezioni del 20 febbraio, il partito ottiene più di 1.400.000 voti (il 19,7%), divenendo così il più forte partito tedesco.
Il Kaiser Guglielmo II, il 1 ottobre, abroga le leggi eccezionali anti-socialiste. Il governo aveva avanzato l’anno prima la proposta di renderle permanenti, offrendo in cambio una formulazione meno categorica delle stesse, ma il parlamento (soprattutto nei settori che rappresentavano la borghesia) sembrava più favorevole a una ripresa del dialogo col movimento operaio. Bismarck reagì minacciando, con un colpo di stato, di sciogliere il parlamento, di abolire il suffragio universale e di reprimere duramente i leaders socialdemocratici. Nel '90 il parlamento si oppose nettamente alla proroga delle leggi eccezionali. Bismarck, osteggiato anche da Guglielmo II, fu costretto a dimettersi.
(12-18 ottobre) Al Congresso di Halle il partito assume la denominazione di SPD. I dirigenti si prendono la responsabilità di dichiarare non valida la decisione del congresso di San Gallo, e prescrivono di appoggiare quei candidati favorevoli al non rinnovo delle leggi antisocialiste. Viene nominato presidente del partito Paul Singer (1844-1911). Engels spinge per la modifica del programma di partito e pubblica sulla Neue Zeit le Glosse marginali al Programma del Partito operaio tedesco di Marx, ancora poco note, e che Liebknecht aveva deliberatamente tenute nascoste allo stesso Bebel. Allora, su proposta dello stesso Liebknecht, il congresso incarica la direzione di redigere un progetto di (nuovo) programma.
Note
[1] Considerando possibile la pacifica trasformazione del capitalismo in socialismo per mezzo di associazioni operaie appoggiate dallo Stato, i lassalliani sostenevano la necessità di sostituire la lotta rivoluzionaria della classe operaia con la lotta per il suffragio universale e l’azione parlamentare. Le idee base di Lassalle erano la “legge bronzea dei salari” (secondo cui i salari non potevano superare il livello della mera sussistenza operaia) e la conseguente inutilità delle organizzazioni e delle lotte sindacali, nonché l’idea che nobili, clero e borghesia costituissero una “massa unica reazionaria” nei confronti del proletariato (quindi, nessuna alleanza era auspicabile con la borghesia… ma con Bismarck si!).
[2] Il Partito popolare tedesco (Deutsche Volkspartei) nacque da un movimento che, negli anni 1863-1866, raccoglieva le tendenze democratiche ostili alla politica egemonica prussiana e al liberalismo di stampo prussiano. Esso era un partito senza rigida organizzazione, nel quale confluivano gli strati della piccola-borghesia democratica soprattutto nella Germania sud-occidentale e centrale, che aspiravano a un grande Stato nazionale democratico tedesco da fondare per iniziativa popolare e su basi federative. Una parte dei capi di questo partito era per la rivoluzione popolare. Dissensi riguardanti la questione sociale e nazionale paralizzarono la capacità d’azione del partito. Esso ebbe una base di massa soltanto nel Wurttemberg. Il nucleo principale della sua filiale in Sassonia, il Partito popolare sassone, si unì, dopo la separazione dai democratici piccolo-borghesi, al Partito operaio socialdemocratico (eisenachiano) nell’agosto del 1869.
[3] Pubblicato a Lipsia tra il 1868 e il 1869 e diretto da W. Liebknecht.
[4] Marx ed Engels, sollecitati dalla direzione eisenachiana (il comitato di Brunswick), non condividono la scelta astensionista, pur apprezzando la dichiarazione di voto, improntata ai principi dell’Internazionale. Ciò in quanto, all’inizio, la guerra prussiana contro la Francia era di natura difensiva, essendo la politica bonapartista di guerra diretta contro l’unità nazionale tedesca (v. lettera Engels-Marx del 15 agosto 1870).
[5] V. anche lettera Marx-W.Bracke 5/5/1875 ed Engels-Bebel 18-28/3/1875.
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- V. Parte Seconda

Conflittualità operaia? Contestazione studentesca?Sovversione sociale? Lo tsunami del 1968
1 apertura
2 0 i l m o n d o
2 1 0 asia
2 1 1 irak
2 1 2 0 m o
2 1 2 1 palestina
2 1 2 2 libano
2 1 2 3 egitto
2 1 2 4 israele
2 1 2 5 siria
2 1 2 iran
2 1 3 afghanistan
2 1 4 giappone
2 1 5 cina
2 1 6 0 birmania
2 1 6 1 indonesia
2 1 6 india
2 1 7 turchia
2 1 8 pakistan
2 1 9 1 georgia
2 1 9 russia
2 2 0 africa
2 2 1 algeria
2 2 2 guinea
2 2 3 c d avorio
2 2 4 nigeria
2 2 5 somalia
2 2 6 congo
2 2 7 niger
2 2 8 sudafrica
2 2 9 kenia
2 3 0 sud america
2 3 1 bolivia
2 3 2 peru
2 3 3 argentina
2 3 4 cile
2 3 5 venezuela
2 3 6 paraguay
2 4 2 messico
2 4 nord america
2 5 0 europa
2 5 1 germania
2 5 2 francia
2 5 3 i balcani
2 5 4 belgio
2 5 5 irlanda
2 5 6 spagna
2 5 7 grecia
3 0 imperialismo
3 1 teorie attuali
3 2 liti e conflitti
4 0 anello debole
5 0 storia
5 1 urss o russia
6 0 comunismo
6 1 prima di marx
6 2 la comune
6 3 ottobre russo
6 4 comintern
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6 6 in cina
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6 8 usa
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