il comunismo è un movimento reale
"Il comunismo ... non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi ... [è] il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente." (Marx-Engels, L'ideologia tedesca, 1845)
Cina e India rappresentano il 40% della popolazione mondiale e il 6% della produzione; Usa, Giappone, Ue rappresentano il 15% della popolazione e l'80% della produzione
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In America nel 2006 oltre 35 milioni di persone, pari a piu' di un americano su dieci, ha in qualche momento dell'anno sofferto la fame. I 35,5 milioni di americani alla fame rappresentano il 12,1 per cento del totale della popolazione. Nel 2005 gli americani alla fame erano stati 400 mila in meno rispetto al 2006.
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Il tatto di Hugo Chavez: fanculo yankee di merda. Dopo La Paz, anche Caracas caccia l'ambasciatore Usa (Pablo Stefanoni)
Ha scelto un giorno con un palese significato simbolico, il primo maggio, Dia del Trabajo, Festa dei lavoratori anche in Bolivia. E ha effettuato l'annuncio: «La compagnia telefonica boliviana Entel sarà nazionalizzata». Il presidente Evo Morales, tre giorni prima del referendum separatistico della ricca provincia di Santa Cruz de la Sierra, ha dichiarato che gli assetti azionari saranno modificati: Entel, principale azienda di telecomunicazioni del Paese e società partecipata al 50% più un'azione da Telecom Italia tramite la Eti (Euro Telecom International), sarà nazionalizzata. La polizia ha già occupato il quartier generale del gruppo. (Roberto Da Rin)
Il leader della Bolivia cancella la visita a Washington e attacca: «I miei mi hanno persino chiesto le armi». Il mondo intero sappia che questa cospirazione contro la mia persona è guidata dall'ambasciatore Goldberg (Pablo Stefanoni)
Bolivia, verso il fallimento i negoziati fra governo e dipartimenti ricchi. Scontro sul «reddito dignità» (Pablo Stefanoni)
«Non punite La Paz»: petizione mondiale alla World bank
Più di 800 organizzazioni civili di 59 paesi in tutti i continenti - Crbm e Asud in Italia - hanno presentato il giorno 15/1 al presidente della Banca mondiale Zoellick una petizione sul caso Telecom Italia-Bolivia in corso al Ciadi, il tribunale della Banca per le controversie tra stati e aziende.
140 mandati di arresto a Roma, obiettivo i militari sudamericani che negli anni '70 orchestrarono il «Plan» per torturare e far sparire gli oppositori anche oltre frontiera. Così finisce a Regina Coeli l'ex ufficiale uruguayano Jorge Fernandez Troccoli (Claudio Tognonato)
Approvata la Carta voluta dal presidente Morales ma sei regioni «ricche» dichiarano l'autonomia
La Paz. Ieri la Bolivia si è svegliata con due facce. A La Paz, la capitale, si festeggiava la nuova costituzione e la conclusione dei lavori dell'Assemblea Costituente: in pompa magna, in Plaza Murillo, sede del palazzo di governo. (Diletta Varlese)
Oruro, maratona notturna per la nuova costituzione: no a rielezioni indefinite, sì alla «proprietà comune», mai più basi straniere. Raffinata l'opposizione: «E' carta igienica usata» (Pablo Stefanoni)
Riuscito solo in parte lo sciopero anti-Morales: indigeni in piazza per difendere costituzione e presidente. Foto hard: cacciato il ministro «di sinistra» Mamani (Pablo Stefanoni)
Almeno quattro morti nelle manifestazioni della opposizione lo scorso fine settimana a Sucre. La nuova costituzione approvata senza la presenza dell'opposizione (Pablo Stefanoni)
Il servilismo del Tg2 della Rai all'informazione conveniente agli Stati Uniti è quasi grottesco. Qualche sera fa, per esempio, prendendo spunto da un articolo con punto interrogativo del Washington Post («Alla fine dovremmo giudicare positiva la presidenza Bush?»), un servizio cercava di trasformare in meriti dell'attuale presidente Usa proprio quelli che sono i buchi neri della sua amministrazione sciagurata. (Gianni Minà )
Avviato l' arbitrato contro la nazionalizzazione della boliviana Entel. In Italia, movimenti in agitazione. E Prodi smentisce Morales (Antonio Tricarico)
I movimenti spingono il governo frena
Il «cabildo popolare» depone il governatore Reyes Villa e nomina un governo rivoluzionario
(Il vice di Evo: «Non lo riconosceremo»)
L'11 gennaio a Cochabamba un esercito irregolare di giovani appartenenti al movimento di destra Joventud democratica che sostiene il governatore del dipartimento, Manfred Reyes Villa, ha attaccato con brutale violenza, spalleggiato da gruppi paramilitari provenienti da fuori, i cocaleros che da giorni chiedevano le sue dimissioni. In 3 mila, armati di bastoni, mazze da baseball, catene e pistole, hanno affrontato i campesinos nella centrale plaza de Las Banderas. Due i morti, 240 i feriti, di cui 204 campesinos, donne e bambini inclusi. (Francesca Caprini)
Una persona ha perso la vita e altre nove sono rimaste ferite ieri nel dipartimento di Oruro, località situata circa 200 chilometri a sud della capitale amministrativa La Paz, dopo che il governatore Alfredo Aguilar ha dato ordine a esercito e polizia di sgomberare un gruppo di contadini senza terra da alcuni possedimenti che aveva illegalmente occupato.
Il nemico boliviano della Gulf Oil
Nel 1969 il governo di La Paz nazionalizzò per pochi mesi l'industria petrolifera. L'autore di quell'atto, il ministro Marcelo Quiroga Santa Cruz, non ebbe più vita facile, finché non venne ucciso dalla dittatura del generale Garcìa Meza (Francesca Pilla)
Ritirata la richiesta alla Banca mondiale per il risarcimento di 25 milioni di dollari per «mancati profitti». Il link Aem-Bolivia. Effetti perversi della globalizzazione: la Agenzia per l'energia milanese e la guerra dell'acqua boliviana (Giuseppe De Marzo)
Tra gli aymara boliviani che fecero cadere due presidenti. E sfidano gli Usa. Esattamente due anni fa, stretto tra piazze furenti e lucrosi contratti di fornitura da onorare, il presidente Gonzalo Sanchez de Lozada ordinava all'esercito di uscire dalle caserme e ripristinare l'ordine. Fece un massacro, ottanta morti almeno e centinaia di feriti, poi fuggì (Roberto Zanini, inviato a La Paz)
Il 10 giugno, in Bolivia, dopo mesi di tensioni sociali e violenti scontri che hanno fatto temere lo scoppio di una vera e propria guerra civile, il Congresso ha nominato il nuovo presidente nella persona di Eduardo Rodriguez. (di Pier Francesco Galgani)
La forte convulsione politica e sociale che vive la Bolivia - aggravata negli ultimi cinque giorni dalla rinuncia del presidente Carlos Mesa - ha dato ieri qualche segno di distensione, dopo l'arrivo al Palacio Quemado (la sede della presidenza della repubblica) di Eduardo Rodriguez, il presidente della Corte suprema, divenuto nuovo capo dello Stato a interim. (Pablo Stefanoni)
Solo le elezioni anticipate possono salvare la Bolivia dalla guerra civile e da un bagno di sangue. Ne è convinto il presidente dimissionario Carlos Mesa che si è appellato ai capi di Camera e Senato chiedendogli di rinunciare alla procedura di nomina di un suo successore per via parlamentare chiamando invece immediatamente i cittadini alle urne.

Il presidente della Bolivia, Carlos Mesa, ha annunciato in nottata che oggi presenterà le sue dimissioni al Congresso Nazionale, il Parlamento, data la situazione di ingovernabilità in cui è precipitato il paese negli ultimi giorni.
Santa Cruz, la piu' importante citta' economica della Bolivia, e' rimasta oggi [11.1.] paralizzata per uno sciopero generale, indetto da sindacati e organizzazioni sociali, per chiedere la rescissione del contratto di trattamento delle acque in mano a Aguas de Illimani, filiale della societa' francese Suez-Lyonnaise de Eaux. La stessa protesta, in questo caso a tempo indeterminato, e' gia' in atto da ieri nella citta' di El Alto, la terza del paese. ( di Joshua Massarenti)
Assassinato dalla polizia Juan Coque Cruz, cocalero del Chapare, 19 feriti, decine di arresti
Non ho alcun motivo per uccidere… né oggi né domani esisterà mai un motivo per uccidere", ha detto alcuni mesi fa in una conferenza stampa il presidente della Bolivia , Carlos Mesa. Bisogna chiedersi se Mesa crede che tutti i morti causati dalla politica antidroga di Bolivia siano morti per un qualche motivo valido.
Indice
- La "rivolta per il gas"
- Il paese in fiamme
- Il massacro e l'autodifesa
- L'ottobre rosso
- Il "cabildo abierto"
- La guerra civile
- La fuga del boia
- La lotta continua
- Partito e rivoluzione
- Ancora scontri
- Si ricomincia!
- La lotta paga
- Sull'orlo della guerra civile
- Mesa si dimette
- La questione del potere
- Parlamento sotto assedio
- Bolivia: il potere alla piazza?
- Tregua di dieci giorni
- ... ma non per i minatori
- Nuovo o vecchio governo?
- Bolivia paese strategico
- La crisi precipita
Conflittualità operaia? Contestazione studentesca?Sovversione sociale? Lo tsunami del 1968
1 apertura
2 0 i l m o n d o
2 1 0 asia
2 1 1 irak
2 1 2 0 m o
2 1 2 1 palestina
2 1 2 2 libano
2 1 2 3 egitto
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2 1 3 afghanistan
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